Il colesterolo nelle analisi chimico-cliniche

Nella valutazione delle analisi chimico-cliniche dobbiamo sempre valutare, oltre la colesterolemia totale, anche i valori  del colesterolo HDL o “buono” e del colesterolo LDL o “cattivo” ed il rapporto tra questi. Il colesterolo LDL quando è presente in quantità eccessiva si ossida e per una serie di processi

si lega alle pareti delle arterie formando le placche aterosclerotiche, molto

pericolose per la salute, in quanto ostacola la circolazione.

Per cui, un elevato livello di colesterolo LDL aumenta il rischio di infarto

ed ictus e per questo è detto colesterolo cattivo.

Il colesterolo HDL, invece, nel suo percorso dai tessuti al fegato, agisce come da “spazzino”, evitando la formazione delle placche, per cui più è alto il suo

valore minore è il rischio di infarto ed ictus. Nel valutare i valori delle analisi

chimico-cliniche mai valutare il solo colesterolo totale ma considerare

sempre il rapporto tra LDL e HDL. Il loro rapporto deve essere di 3:1, quindi,

se abbiamo un colesterolo LDL pari a 150, il colesterolo HDL, per contrastare

il danno delle LDL, deve essere uguale o maggiore di 50.

Uno dei metodi più efficaci per aumentare i livelli di colesterolo HDL,

confermato da diversi studi, è l’attività fisica e in particolar modo il camminare

a passo veloce (bastano 20 minuti di camminata a passo veloce ogni giorno).

Durante gli anni di attività lavorativa come Nutrizionista ho potuto constatare

quanto sia vero che la camminata incrementi i livelli di colesterolo HDL.

I maggiori livelli di colesterolo HDL gli ho riscontrati in studenti universitari,

che non avendo la macchina percorrono tutti i giorni lunghissimi tragitti.

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